Sulla poesia ingenua e sentimentale

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Scotti, Walter


Nel saggio Sulla poesia ingenua e sentimentale, pubblicato tra il 1795 e il 1796, Schiller completa quel suo percorso estetico che vede al centro, nella rilettura originale di alcuni temi kantiani, le questioni della poesia, della natura, del tragico, del sublime e della grazia. Questo scritto ha un profondo significato simbolico nel lavoro schilleriano: infatti non solo lultimo dei saggi dedicati ai temi dellarte e della poesia, ma segna anche quello che lui stesso chiama un congedo dalla teoria. Proprio per tale motivo, uno scritto che risulta essere in profonda sintonia con la sua produzione estetica precedente, di cui quasi un organico completamento. Ebbe infatti una grande risonanza e un immediato successo. Successo ovviamente favorito dallo schema generale dello scritto, che si innesta sia sulla gi utilizzata capacit schilleriana di costruire il suo pensiero su fortunate coppie concettuali, sia sul richiamo a una polemica culturale precedente, la secentesca Querelle tra Antichi e Moderni che viene pi o meno esplicitamente riattivata. Infatti il termine ingenuo deriva dagli effetti di quella antica e fortunata polemica, dal momento che venne utilizzata dal suo fondatore Charles Perrault e pi volte ripresa nel corso del Settecento, in particolare francese. Quando Schiller distingue tra poesia ingenua e poesia sentimentale non vuole limitarsi a operare uninterpretazione storica (da un lato i classici e dallaltro i moderni, cio i romantici), bens segnare la tipologia del rapporto di unit o scissione tra larte, luomo e la natura. Questo rapporto estetico, legato cio alla relazione sensibile che il poeta ha con il nucleo veritativo e simbolico dellopera nel suo rapporto con la natura. (Dallo scritto di Elio Franzini)

Sulla poesia ingenua e sentimentale

di Scotti, Walter - 2024-04-02

Edizioni Abscondita

ISBN 9791254721476