Sulle nature dell'universo. Testo latino a fronte. Vol. 3
Scoto Eriugena, Giovanni
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Avrei dovuto pensare che da quel nome 'nihil' venga significata l'ineffabile, incomprensibile e inaccessibile luminosit della bont divina, ignota a tutti gli intelletti tanto umani che angelici. Cos Giovanni Scoto nel cuore del Libro III, esso stesso al centro del Periphyseon. Il nulla domina le sue idee rivoluzionarie sulla Creazione. Quando la trascendenza divina comincia ad apparire nelle teofanie scrive Peter Dronke, allora quel nulla diviene qualcosa. Creare dal nulla tutti gli esseri, dal pi alto al pi basso, significa farli apparire come teofanie, come manifestazioni del divino. Perch Giovanni Scoto sostiene che nel Verbo divino, nella Sapienza, tutte le cose sono sia eterne sia fatte, e che Dio, nel creare il mondo, crea anche s stesso. La Sapienza informe, e in essa sussiste la materia, essa stessa informe. Nessun filosofo platonico si era spinto sino a questo. La Sapienza, che l'esemplare infinito di tutte le forme, non ha bisogno di forma a essa superiore per formarsi, ma quando discende nelle forme guarda a s stessa come al suo proprio principio formatore. Nella sua trascendenza, la Sapienza non-essere e assoluto nulla, ma in virt della sua presenza nelle cose essa insieme ed detta essere. L'animato dibattito tra maestro e discepolo che costituisce l'ossatura del Periphyseon raggiunge qui uno dei suoi punti pi alti, dettando tutta l'interpretazione letterale della Genesi che l'ispirato profeta Mos ha composto nel linguaggio della poesia e del mito.
Sulle nature dell'universo. Testo latino a fronte. Vol. 3di Scoto Eriugena, Giovanni - 2014-03-18
Edizioni Mondadori
ISBN 9788804634959

