Tempi di guerra. Un altro ascolto
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Una domanda a cui impossibile dare una risposta, e che contiene implicitamente una speranza altrettanto impossibile: perch lessere umano non riesce a rinunciare alla guerra? Tessendo una conversazione virtuale con quanti si sono cimentati con la domanda impossibile, da Freud a Jung, da Einstein a Hillman a Simone Weil, lautrice, sempre sulla base di una lunga pratica clinica, si propone di ascoltare la guerra con il taglio antidogmatico e plurale con cui si accolgono le formazioni dellinconscio. Il soggetto, chiunque esso sia, si trova immerso fin dalla nascita in una sfida ineludibile e fatale: la sfida che riguarda il suo incontro con laltro, che rappresenta da una parte la sua unica possibile felicit e dallaltra la sua possibile dannazione. Laltro condanna, infatti, a riconoscere limpotenza del proprio io, i suoi confini irrisori e soprattutto il suo irriducibile espansionismo, che brama di possesso, potere e superiorit. un altro che non viene da fuori, ma piuttosto una differenza da s che ognuno di noi conosce, ma tende a ignorare e spesso a ripudiare in nome di una presunta compattezza dellio. Bisogna ascoltarsi e ascoltare linconscio per provare a interrogarsi, unoperazione oggi complicata, sommersi come siamo dai molti aspetti di violenza positiva cui ci sottopone la nostra era: sovraprestazione, sovraproduzione, sovracomunicazione, iperattenzione, iperattivit e, sempre e ovunque, fretta ed eccesso. In guerra lego di ogni fazione si fa immenso, soverchiante e crudele. Si nutre solo dellannichilimento degli altri, demonizzando quellabitante straniero che risiede in ciascuno di noi. Cos accade che si identifichi nellaltro, odiandolo, proprio laspetto pi inquieto, iracondo e ignorato di s. Lunica speranza impossibile risiede allora nellascolto rivolto ai frammenti di senso che provengono da un altrove, spesso dimenticato quando non intenzionalmente emarginato.
Tempi di guerra. Un altro ascoltodi - 2024-11-29
Edizioni Astrolabio Ubaldini
ISBN 9788834019078
