Tenerezza. La rivoluzione del potere gentile

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La tenerezza, quando autentica, non sopporta facili definizioni: si insinua con delicata tenacia tra le grandi virt civili e la retorica del potere, ci che ci manca per poter vivere e sentire in un mondo finalmente comune. Per questo parlarne un'impresa ardua e bellissima. E tanto pi importante, oggi, quanto pi la realt, nella sua opaca pesantezza, si rende indecifrabile, narcisistica, violenta e sentimentale al tempo stesso. Da DeLillo a papa Francesco, da Platone alla Szymborska, da Max Weber a Foster Wallace, da Recalcati a Mariangela Gualtieri, e, ancora, da Lucrezio a iek, da Enea alla donna senza nome del Vangelo secondo Luca alle cronache dei migranti, parlare di tenerezza significa parlare di amore, di tempo che passa, di filosofia. Significa parlare di umanit, di curiosit verso l'altro, di quella leggerezza profonda che ci permette di intercettare, fra le righe, il senso pi fecondo e creativo della nostra finitezza, della nostra fragilit. Parlare di tenerezza tocca molte corde sensibili, smuove affetti ancestrali, evoca l'intensit della vita del corpo e anche dell'anima. Sfida i predatori e i prepotenti, pone domande scomode e offre nuove istruzioni, accende piccole, miracolose luci nel buio annunciando una rivoluzione gioiosa e costruttiva, politica ed esistenziale. Che ci chiama per nome e allarga lo sguardo al futuro.

Tenerezza. La rivoluzione del potere gentile

di - 2025-04-11

Edizioni Ponte alle Grazie

ISBN 9791255821632