Un bello scherzo. I casi del maresciallo Ernesto Maccad
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Sembrerebbe impossibile, perch la posizione invidiabile, ma anche al caff dell'imbarcadero di Bellano capita che per una giornata intera entri solo qualche sparuto cliente. Come marted 5 marzo 1935. Per tirare sera l'oste Gnazio Termoli deve inventarsele tutte, fino a lavare e rilavare bicchieri gi puliti. E poi sbadigliare all'ingresso del bar deserto. Eppure questa una data che non potr dimenticare, n lui n l'intero paese. Al calare delle prime ombre, infatti, al molo attracca una motonave della Milizia confinaria da cui scendono tre uomini completamente vestiti di nero. Uno davanti e gli altri due dietro. Modi spicci e poche parole che incutono terrore. Muti e impietriti, il Gnazio e i pochi altri testimoni assistono a una scena che ha dell'incredibile. Dopo alcuni minuti i tre militi, infilatisi nell'intrico delle contrade, riappaiono al molo. Sempre in formazione, ma adesso tra loro, sorretto per le ascelle e trascinato come un peso morto, c' il povero maestro Fiorentino Crispini. Caricatolo brutalmente a bordo, l'imbarcazione riprende il largo in direzione di Como. E il Gnazio? Come tutti sanno, meglio farsi i fatti propri, fingere di non aver visto nulla e morta l. Ma in questo caso... Il maestro Crispini... Come possibile? A ripensarci, da qualche tempo il maestro non sembrava pi lui. Aveva mancato pi volte, per esempio, il proverbiale appuntamento con il suo marsalino, che il Gnazio gli serviva ogni mattina. Per, da l a immaginare che possa aver meritato un arresto del genere ce ne passa. Unica soluzione: affidare la patata bollente ai carabinieri. Se la veda il maresciallo Ernesto Maccad con quelli della Milizia. Capisca insomma cosa successo e, se ci riesce, riporti a casa il Crispini.
Un bello scherzo. I casi del maresciallo Ernesto Maccaddi - 2024-10-04
Edizioni Garzanti
ISBN 9788811014683

