Vite dei filosofi all'asta-La morte di Peregrino. Testo greco a fronte

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Luciano di Samosata


Tra le Vite dei filosofi all'asta e La morte di Peregrino si apre una medesima scena e si svolge, al contempo, una medesima vicenda del pensiero: un teatro e una storia della mimesi, con la giostra - un po' folle e bislacca - delle copie, delle imitazioni, dei simulacri che danzano ormai liberi e festeggianti sulla morte, inequivocabilmente definitiva, della verit. Il grande cadavere quello della filosofia platonica e di tutte le filosofie che, sulle orme di Platone, hanno voluto porsi sul piedistallo della virt e della conoscenza vera. Cos Luciano, il grande scrittore di Samosata (II secolo d.C.), mette in vendita, anzi in svendita, tutte le filosofie possibili sulla piazza del mercato ed erige un grande rogo su cui, simbolicamente, con l'impostura di Peregrino, sale anche tutta quella vanagloria filosofica che ha spirato con potenti soffi di alterigia per secoli e secoli. Da queste ceneri possono cos rinascere la scrittura e il racconto, liberati dai sequestri e dalle ipoteche della verit e della virt, del bene e della politica. Ha l'aria della vendetta, tutto ci, e lo certamente. Ma anche qualcosa in pi. Questa scena, allestita da Luciano tra le Vite e il Peregrino, una delle riflessioni pi profondamente filosofiche che sia dato di leggere sul ragno implicito di ogni filosofia: l'ipocrita recita dell'esemplarit. Se poi questa recita ha gi trovato dei pericolosi eredi, come i cristiani...

Vite dei filosofi all'asta-La morte di Peregrino. Testo greco a fronte

di Luciano di Samosata - 2007-07-12

Edizioni Carocci

ISBN 9788843042357