Welfare aziendale e di comunit

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C'era una volta il welfare assistenziale, quello pubblico. Poi la svolta con la legge n. 328 del 2000. I servizi sociali passano dalla beneficenza ai diritti, un sistema integrato con le azioni di intervento, ricercando il benessere, promuovendo autonomia e solidariet, attraverso l'offerta e il coordinamento di servizi, risorse e prestazioni, il diritto all'informazione e alla trasparenza, alla presa in carico, fino alla risposta universalistica alla multidimensionalit dei bisogni... Dall'altra parte il welfare promosso dalle aziende con il nobile precedente della Olivetti del visionario Adriano, rivitalizzato come una strada per attenuare la pressione del drago fiscale, ma con dentro una scintilla nuova, la personalizzazione, la libert di scegliere, l'attenzione a una salute che si possa alimentare di benessere e di conciliazione vita lavoro. Ma poi arriva la valanga grigia, i numeri della fragilit e della non autosufficienza esplodono insieme alla longevit e ci si accorge che la cura diventa il filo che evita alla societ di spezzarsi. Ci sono almeno 4 milioni e mezzo di lavoratori che cercano con fatica di conciliare vita/cura/lavoro. E un numero crescente di imprese che hanno capito che, se vogliono trattenere risorse preziose per competenze ed esperienze, non possono non sostenere un percorso di consapevolezza per una conciliazione di cura. Allora l'idea folle ma anche semplice: provare a mettere insieme le forze, preservando la qualit e la professionalit del servizio pubblico, supportando la libert di scelta del welfare aziendale. Abbiamo posto a ricercatori, esperti, stakeholder, protagonisti dei servizi sociali e referenti aziendali una semplice domanda: Un'alleanza possibile?. Nel libro le loro risposte.

Welfare aziendale e di comunit

di - 2024-11-15

Edizioni Maggioli Editore

ISBN 9788891671660